Ispiratori

Dash_Lae

Nel Novembre del 1993, a Delhi, nel suo studio di Paharganji, ho conosciuto il Vaidya Bhagwan Dash.

Un signore alto, distinto, dalla carnagione chiara, la cui presenza mi è risultata subito familiare, di completa intesa interiore e di immediata fiducia. I suoi tratti gentili, autorevoli ed educati lasciavano trasparire
una radicata educazione tradizionale. Nativo di una famiglia bramina dell’Orissa, viveva a New Delhi da diversi anni e nonostante fosse uno dei più grandi studiosi e medici di Ayurveda contemporaneo si era relazionato in un modo molto semplice e diretto con me, invogliandomi a iniziare un percorso di studio sistematico dell’Ayurveda.

Esperto di medicina ayurvedica e tibetana, era autore di una grande numero di libri e pubblicazioni; aveva collaborato come ricercatore per il Governo indiano sia in India che in Mongolia, partecipando a programmi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Da anni aveva intrapreso la grande opera di restituire alla lingua sanscrita originale i manoscritti d’ Ayurveda che i monaci tibetani avevano trascritto millenni fa, quali copie degli originali andati perduti.
Un’opera storica di restituzione di un patrimonio altrimenti perso! È stato l’incontro cardine per i miei studi, perché Vaidya non è solo il termine che indica un medico indiano, ma dalla radice della parola vid significa “colui che conosce i Veda” e quindi anche l’Ayurveda. Mi sono trovata di fronte a un raro e prezioso esponente della saggia ortodossia ayurvedica, la cui formazione era iniziata all’età di cinque anni, come voleva la tradizione. Nel suo bagaglio mnemonico erano contenuti i Veda, le Upanishad, la Charaka Samhita e altri testi ancora; a stargli vicino a volte si respirava il profumo della conoscenza nell’aria!
Dotato di uno spirito aperto e curioso, si era dedicato alla diffusione dell’Ayurveda prima in Australia e da pochi anni aveva iniziato a venire in Italia, proprio a Firenze!
L’avevo incontrato in India nel novembre del 1993 e a gennaio 1994 avrebbe tenuto il primo corso di medicina ayurvedica presso l’Istituto Italiano di Ayurveda di Firenze.
Così mi iscrissi e il destino mi fece seguire per parecchi anni i suoi corsi, prima come allieva e poi come collaboratrice. Fu lui che mi invitò ad affiancare la dott.ssa Kashyap durante i corsi di massaggio e Purvakarma, cosa che feci per un decennio circa.
Che fortunata! Da una parte portavo avanti lo studio teorico della materia medica ayurvedica sotto il suo diretto insegnamento, nutrendo il mio interesse primario,che riguardava lo studio della mente e dei suoi meccanismi secondo l’Ayurveda, e dall’altro avevo la grande possibilità di approfondire molto bene l’aspetto pratico dei trattamenti sotto la guida diretta della Vaidya Lalitesh Kashyap.
Per attuare il mio progetto a lungo termine di divenire esperta nel disagio psicologico secondo la visione e le metodologie ayurvediche, ero stata esortata a raggiungere prima una comprensione generale dell’Ayurveda, per potermi poi dedicare a questo aspetto particolare. La preparazione implicò una dozzina di anni di studio, di applicazione pratica e di diretta frequentazione in Italia come in India di entrambi i
miei Insegnanti. Da lì in poi a guidarmi è stato lo stesso insegnamento da me condotto, su suo invito, affiancato da una pratica sincera di trattamenti e di consulenze naturopatiche ayurvediche e un continuo studio che non mi ha mai abbandonato.

Commenti chiusi